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NURSING

MODELLO TERAPEUTICO “ISSC” per il paziente affetto da demenza

di IVO CILESI *

UN NUOVO MODELLO TERAPEUTICO PER NON FERMARSI AD ASPETTARE, PER CER CARE DI CAPIRE, PER DARE DELLE OPPORTUNITÀ ALLE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA, PER AIUTARE LE PERSONE CHE AIUTANO. IL TEMPO DEI RICORDI È IL TEMPO DEL PRESENTE CHE SI COLLEGA ALL’IDEA DI CASA DOVE IN UNO SPAZIO RESIDENZIALE SI OFFRONO DIVERSE OPPORTUNITÀ DI DIALOGO, DI STIMOLAZIONE COGNITIVA E CHE FACILITANO IL RILASSAMENTO. 

PREMESSA: il pieno, il vuoto… In un processo di cura è importante l’equilibrio, il concetto si può ampliare se consideriamo che il tutto é parte del nostro essere. L’alternanza tra spazi pieni e vuoti è parte integrante delle nostre relazioni personali e sociali. Se non si dona alternanza riempiendo o, al contrario, svuotando tutto di azioni, gesti e parole, l’attivazione di comunicazioni e relazioni significative risulta essere estremamente difficoltosa.
L’ascolto esiste nell’alternarsi tra pause e azioni. Nelle pause e nei silenzi, un respiro può assumere senso e significati devastanti, sia per le parti positive ché negative che esso può rappresentare. G.Gaggero (Esperienza musicale e musicoterapia, Mimesis ed.2003 Milano) sostiene infatti che “…suono e silenzio possono considerarsi a pari titolo testimonianze dell’ascolto; essi trovano nella dimensione dell’ascolto la loro comune matrice in quanto è la qualità dell’ascolto stesso che qualifica, in termini di senso, sia il suono che il silenzio…il silenzio può costituire una metafora dell’attesa…”. Il mio modello terapeutico attinge allo scorrere naturale della vita, dove tutto è scandito dall’alternanza tra pieno e vuoto, tra pausa ed azione.
È la metafora dell’incontro, dove la pausa (vuoto) riempie di senso e di significato l’attesa dell’esserci (pieno).
Nello spazio fisico, nelle relazioni sociali, nelle relazioni terapeutiche, l’alternanza tra pausa ed azione dona armonia ed equilibrio.
Il visitatore di una galleria di quadri può apprezzare la qualità estetica delle immagini esposte, solamente se queste risultano frapposte a spazi vuoti, che consentono di attivare attenzione e attivazione di risonanze emotive; allo stesso modo se in un mercato rionale i diversi generi alimentari sono disposti molto vicini tra loro, l’eccesso di stimoli visivi rende più difficoltosa la scelta da parte degli acquirenti. Allo stesso modo riempire gli spazi ambientali di un luogo di cura di un numero eccessivo di stimoli visivi, tattili, sonori ed olfattivi, può creare nel paziente Alzheimer disorientamento e confusione. Una luce e una sedia in un corridoio di una RSA, disposte invece tra due spazi vuoti, sono piene di significati e possono favorire nel paziente che deambula l’occasione di una pausa.

Per paradosso il pieno (sedia-cono di luce) favorisce il silenzio (vuoto). E il vuoto in questo caso, è pieno di senso e di significato perché è proprio nell’assenza e nell’attesa che il pieno risulta luogo di cura.

Nell’approdare a questa simbolica isola di senso, il paziente rivive inoltre metaforicamente la primitiva esperienza estetica, rappresentata dalla sensazione di essere accolto in un abbraccio materno, un “holding environment”, uno spazio che cura e che attiva processi emotivo-affettivi.

Il concetto del modello terapeutico e le sue evidenze si ritrovano in tutti i momenti del processo di cura, dall’accoglienza, all’approccio, alla relazione terapeutica, agli stimoli ambientali selezionati.

Ad esempio se in una relazione verbale tra due persone non esiste l’alternanza tra pieno e vuoto risulta difficile l’armonizzazione e l’equilibrio della comunicazione. Tutto ruota attorno a questo concetto. Nei percorsi assistenziali l’operatore deve saper aspettare e quindi rispettare i tempi del paziente: è nell’alternanza e nell’equilibrio tra la pausa (vuoto) e l’agire (pieno) che si esprime la qualità della cura.

PAROLE CHIAVE: Interactive

Interazione e attivazione di collegamenti, che si muovono in spazi comuni e che creano relazioni e movimento e in altri momenti facilitano le pause. Non cerchiamo obbligatoriamente relazioni e stimoli, ma le interazioni si attivano in modo naturale se gli spazi sono propedeutici. Space

Lo spazio come elemento comunicativo, lo spazio può essere facilitatore di relazioni e allo stesso tempo può essere contenitore di pause e di silenzi. Ecco l’idea dello spazio come contenitore, un involucro dove le persone possono trovare delle tracce che parlano di loro. I momenti si collegano, interazione nello spazio, spazio interattivo. Non esiste uno spazio neutro, non esiste una neutralità dello spazio, i luoghi contengono emozioni, contengono ricordi, contengono silenzi. E’ importante che gli spazi vengano vissuti naturalmente, nella quotidianità. Sensory

Con il metodo multisensoriale, i sensi dei pazienti possono essere diretti, coordinati e stimolati, dal punto di vista terapeutico e come rilassamento con stimolazioni specifiche. Questo tipo di intervento è importante perché può essere modulato e diretto per diverse patologie quali: demenze, autismo, patologie psichiatriche, disturbi comportamentali, stati di ansia, stati di agitazione, nevrosi, deficit visivi ed uditivi, ed altre.

• Se noi analizziamo le potenzialità della terapia sensitiva per il paziente, ad esempio con demenza senile, dobbiamo considerare che la privazione sensitiva potrebbe essere un segno che è ignorato frequentemente, ma una funzione importante degli stimoli sensitivi si riflette sul collegamento fra stimolo sensoriale e persone anziane affette da demenza.

• L’integrazione sensitiva è molto importante perché coinvolge lo stimolo e l’interpretazione di tutti gli imput sensoriali (vista, suono, odore, gusto e tatto), possiamo fornire al paziente con demenza senile un’esperienza unica per migliorare la sua qualità di vita. Questo metodo com’è stato già riportato coinvolge la terapia a 5 livelli di esperienza umana. Le varie stimolazioni richiameranno la consapevolezza e l’orientamento delle persone diminuendo l’ansia, il dolore e la depressione, favorendo inoltre l’attivazione dei processi della memoria. Lo spazio multisensoriale può essere modulato a seconda della situazione e del problema che si deve affrontare. Il concetto sembra semplicistico, tuttavia bisogna riportare i grandi successi che questi ambienti sensoriali hanno ottenuto nell’arco di pochi anni. Queste esperienze interessano diversamente ogni individuo, dall’operatore che lavora in struttura sociale alla persona con gravi problemi comportamentali. Questo ambiente come ho già detto stimola il tatto primario, il gusto, la vista, l’udito, l’odore, senza l’esigenza dell’attività intellettuale. Tutte queste esperienze sono occasione per la persona di godere di ambienti con i relativi componenti sensoriali modulati al proprio passo Ciò suggerisce che tutti possono sperimentare la stanza senza riguardo alla loro inabilità. Obiettivi della terapia sensitiva:

• fornire un ambiente di stimolazione per intensificare consapevolezza;
• fornire un’atmosfera interessante per consigliare alle persone ad esplorare i loro ambienti;

• fornire una sicurezza dell’ambiente stesso permettendo ai partecipanti un rilassamento mentale e fisico;
• stimolare i processi della memoria attraverso immagini, profumi, suoni, evocatrici;

• stimolare i sensi per generare immagini sensoriali;
• stimolare i blocchetti di costruzione che compongono la percezione;

• fornire un’atmosfera rilassante per le persone partecipanti.
Care
Esserci, essere protesi verso l’altro, con intenzionalità. Questo processo metodologico e terapeutico prevede delle reazioni o non reazioni conseguente alla somministrazione di stimoli di fronte ad interazioni in spazi quotidiani appositamente predisposti. Questo processo si costruisce progressivamente nei diversi ambiti dedicati. Questo processo implica una ridefinizione del ruolo del paziente a seconda dell’ambiente. E il ruolo può essere definito da progetto terapeutico, o in altri casi il ruolo può essere definito da improvvisazioni attivate nel qui ed ora. Questa ridefinizione del ruolo del paziente ci porta ad una espulsione dall’internamento istituzionale. E’ fondamentale ricercare la validazione della realtà dei paziente e allo stesso tempo ricreare momenti sociali, che a volte si trasformano in momenti individuali, importanti e collegati alle ritualità della comunità. La dimensione delle esperienze che si attivano negli spazi dedicati, ma anche negli spazi non dedicati, accoglie il paziente com’è. Gli vengono offerte delle oppor che possono essere colte e nell’accoglienza e nella cura rientra il desiderio espresso dall’operatore di stare con il paziente di abitare il suo stesso luogo. Le dimensioni delle opportunità offerte alla persona implicano la possibilità del su- peramento dell’evitamento emotivo e della non recettività. Condizione essenziale è l’offerta delle possibilità che possono essere agite dalle persone ma altresì possono anche non essere agite e questo rientra nel quadro di ritiro emotivo e relazionale caratteristico della malattia di Alzheimer.

IL MODELLO TERAPEUTICO: • Nicchie sensoriali. • Colori specifici.
• Stimoli sensoriali.

SCHEDA INSERIMENTO

PAZIENTE:
DIAGNOSI:
PUNTEGGIO MMSE: PUNTEGGIO UCLA:
TEST SENSORIALE:
DISTURBI COMPORTAMENTALI: OBIETTIVO:

MOTIVAZIONE INSERIMENTO :
TERAPIE NON FARMACOLOLOGICHE INSERITE METODOLOGIA DI INTERVENTO:
PERIODO DI INSERIMENTO:
OPERATORE TUTOR PROGETTO: VALUTAZIONI DEL PROGETTO:
DOPO 15 G:
VALUTAZIONI SUCCESSIVE:

SCHEDA VALUTAZIONE INGRESSO

INGRESSO PAZIENTE: DATA:
RACCOLTA DATI STORIA PERSONALE DOMANDE SONDA:

• COLORE/COLORI PREFERITO • ODORI/PROFUMI
• SUONI/MUSICA
• STOFFE/INDUMENTI

• CIBO
• BEVANDA
• PASSIONI/ATTIVITÀ • OGGETTOSIMBOLO • CURADELSÈ

OSSERVAZIONE 15 G. SOMMINISTRAZIONE

- MMSE
- NPI
- TEST SENSORIALE
- RICONOSCIMENTO SPECCHIO

IDENTIFICAZIONE PROBLEMATICHE: VALUTAZIONE PRIORITÀ TERAPEUTICHE:

• Spazi che si trasformano.
• Strumenti terapeutici.
Tutte queste caratteristiche sono presenti da tempo nei percorsi di cura dei pazienti affetti da demenza, la novità è una organizzazione metodologica e terapeutica dei diversi percorsi. Tutti questi spazi e stimoli sono sicuramente interattivi, ma questo non vuol dire che l’interazione deve essere ricercata ad ogni costo: “l’interazione è una opportunità” facilitata dalle persone che lavorano sul campo e dagli spazi dedicati. E’ sicuramente vero che uno spazio vuoto destruttura ma è altresì vero che uno spazio pieno di sti- moli può essere confusivo. Ma allora cosa bisogna fare? Come sempre la cosa giusta risiede nel mezzo, stimoli pensati e posizionati in modo che lo spazio risulti veramente terapeutico. E allo stesso tempo creare e trasformare degli spazi, una sala pranzo diventa un mercato, o si trasforma in antica caffetteria. Queste opportunità sono strutturate e inserite nel contesto quotidiano.

GLI STRUMENTI

E’ fondamentale strutturare un percorso metodologico dove le diverse azioni ne- cessitano di attività sequenziali che possano facilitare gli interventi terapeutici. Fanno parte del percorso 2 schede:

• scheda inserimento;
• scheda valutazione ingresso.
E’ importante fare una valutazione delle capacità percettive, a questo scopo sono state inserite nella valutazione iniziale una scheda sensoriale (test sensoriale) per rilevare la percezione sensoriale del paziente, allo scopo di modulare le diverse tnf (terapie non farmacologiche) in base alle capacità sensoriali residue del paziente. Nella fase di inserimento si rileva con un test strutturato (riconosci- mento allo specchio) la capacità di percezione di sé del paziente, allo scopo di strutturare percorsi di riabilitazione cognitiva tenendo in considerazione le capacità sensoriali residue (orientamento spa- ziale).
Laboratori inseriti e terapie non farmacologiche inserite:
• musicoterapia individuale recettiva;
• musicoterapia ambientale;
• terapia della bambola;

• laboratorio della cura del sé;
• laboratorio di aromaterapia;

• sand therapy (tera- pia della sabbia);
• laboratorio cognitivo alimentare. Queste terapie non farmacologiche fanno parte di un percorso di base, che in modo mirato può essere somministrato al paziente. Logicamente possono essere somministrate altre e differenti terapie non farmacologiche in relazione ai diversi percorsi terapeutici attivati nelle differenti strutture.

UN NUOVO
MODELLO TERAPEUTICO
Nel nuovo modello terapeutico fanno parte 5 punti fondamentali.
• Ambiente terapeutico con stimolazioni sensoriali attivate e attivabili nella quotidianità.
• Terapie non farmacologiche inserite in un contesto quotidiano di cura.
• Strumenti di inserimento e di valutazione.
• Protocolli terapeutici differenti a seconda del percorso terapeutico attivato.
• Coinvolgimento diretto e supervisionato dei caregiver nei percorsi di stimolazione multisensoriale.
E’ importante che le diverse stimolazioni proposte siano sinergiche e che i dati rilevati nella valutazione d’ingresso siano presi in considerazione per attivare per- corsi terapeutici (cognitivi/comportamentali) mirati ed efficaci.

Esempio di percorso:
• Problema: Wandering/Affaccendamento/disorientamento spaziale;
• Dati rilevati all’ingresso: non riconoscimento allo specchio;

-Test Sensoriale, riconoscimento colore verde;

-MMSE non somministrabile;
-Musica riconosciuta, Aria Traviata;
Dai dati in nostro possesso, possiamo attivare nelle prima fase una serie di percorsi sensoriali e terapeutici atti ad affrontare e diminuire le problematiche evidenziate.

• Attivazione: aree sensoriali con musica dedicata;
-stimoli di colore verde;
-simboli di orientamento con colorazione verde;

-spazio di affaccendamento con abiti e oggetti di colore verde.
• Terapie non farmacologiche:
-Terapia della Bambola (vestiti bambola di colore verde).

-Musicoterapia recettiva con cuffie direzionali (musica somministrata Aria Traviata).
• Verifiche in itinere dopo il primo mese di somministrazione.

* Consulente terapie non farmacologiche Centro Eccelenza Alzheimer ospedale Briolini di Gazzaniga (Bg) – Consulente Terapie non Farmacologiche Centri Alzheimer Goteborg (Svezia)

 

 


Caratteristiche Tecniche

Marca
JOYK
 

www.joyk.se